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Speakers’ Corners è nato come un evento al confine tra flash mob e spettacolo teatrale diffuso che ad aprile 2020 avrebbe dovuto popolare Piazza Maggiore: centinaia di ragazzi e ragazze in piedi su dei podi improvvisati, come a Hide Park a Londra, pronti a spiegarci il loro punto di vista sul mondo. Oggi, ovviamente, tutto questo non è ancora possibile, ma nell‘attesa di poter vivere in presenza gli Speakers’ Corners, vi proponiamo un’installazione e un sito interattivo dedicato. Le cento cassette di legno che oggi, domenica 16 maggio 2021, popolano Piazza Maggiore rappresentano simbolicamente i palchi da cui gli oltre 500 partecipanti ai laboratori faranno sentire la loro voce: 400 progetti, nati in questi mesi di lavoro svolto in classe e in DAD con gli operatori del Teatro dell'Argine, sono stati trasformati dai partecipanti in più di 300 video presentazioni.
La Compagnia Teatro dell’Argine nasce negli anni Novanta con un progetto culturale e artistico rivolto a tutta la comunità: non solo produzione di spettacoli, ma anche formazione del pubblico, didattica teatrale, ideazione e gestione di spazi artistici e sociali, collaborazioni con compagnie, teatri, università, ma anche carceri, ospedali, centri d’accoglienza in Italia, Belgio, Svezia, Inghilterra, Francia, Lussemburgo, Polonia, Danimarca, Turchia, Senegal, Tunisia, Marocco, Palestina, Bolivia, Brasile. Nel corso degli anni il Teatro dell’Argine è diventato un punto di riferimento in campo nazionale e internazionale non solo sul piano artistico (Premio della Critica 2006, Premio Hystrio alla drammaturgia 2009, Premio speciale Ubu 2011, Premio Camillo Grandi 2012, Premio della Critica 2015, Premio Nico Garrone 2015, Premio Ubu 2015, Premio della Critica 2017, Eolo Award 2018), ma anche nell’ideazione e realizzazione di progetti in cui il teatro si mette a disposizione di contesti interculturali, sociali, educativi e pedagogici. «Da 25 anni lavoriamo con gli adolescenti, abbiamo costruito teatro pensando a loro, per loro, con loro. Abbiamo visto quanto può essere potente a quell’età il farlo fare, oltre che il farlo vedere, quanto il teatro possa essere esercizio di convivenza, di ascolto, di lavoro condiviso, ma anche come sia capace di mettere a valore le differenze, comprendere le unicità, mettersi al servizio di chi si sente diverso, fuori dal coro. Da 25 anni lavoriamo nel territorio, col territorio, per il territorio. Siamo andati in giro per il mondo a imparare e siamo tornati per seminare, attraverso percorsi di bellezza partecipata» (Teatro dell’Argine).