Habil è un ragazzino delle nostre periferie. Una cameretta troppo piccola, pensieri pesanti, poco spazio per esistere. Si sente invisibile. Tiene il cappuccio calcato sulla testa e una lama nascosta in tasca. È uno dei nessuno, centomila Habil delle nostre città. Li incontriamo nei centri commerciali, sui treni regionali, alle fermate dell’autobus. Ci fanno paura. Invochiamo lo Stato, la famiglia, la scuola. Habil tiene duro, ascolta barre e si fa i balloon.
Habil delle città è uno spettacolo per pochi spettatori alla volta, seduti in cerchio, che si domandano, come in un rito, come in una tragedia greca: quali responsabilità ho per quel giovane morto ammazzato al centro della mia città.
Il progetto in pillole
I e II edizione
Politico Poetico è il progetto ideato dal Teatro dell’Argine per dare voce a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni, intrecciando teatro, cittadinanza attiva e partecipazione concreta alla vita della città.
I edizione (2019–2021)
La prima edizione ha coinvolto centinaia di giovani, anche durante la pandemia, articolandosi in due percorsi principali:
Il Parlamento, spazio di confronto sui temi dell’Agenda 2030, culminato negli Speakers’ Corners e nelle Lettere alla Città, presentate alle istituzioni come atto di cittadinanza attiva.
Il Labirinto, esperienza teatrale immersiva in realtà virtuale che raccontava, attraverso 14 storie, le fragilità dell’adolescenza.
Il progetto, realizzato con il Comune di Bologna, l’Università di Bologna e una rete di partner territoriali, ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come il Premio Ubu (Premio Speciale) e il Premio Rete Critica.
II edizione (2024–in corso)
La nuova edizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione IU Rusconi Ghigi e con il supporto del Comune di Bologna, rafforza il protagonismo giovanile fin dall’inizio del processo creativo.
Nel 2024 un primo gruppo di studenti e studentesse individua cinque macro-temi e cinque raccomandazioni per la città. Su questi si sviluppa il lavoro nelle scuole e nei percorsi extrascolastici durante l’anno 2024–25, che culmina negli Speakers’ Corners 2025 e nelle nuove Lettere alla Città 2025, momenti pubblici di confronto diretto tra adolescenti e istituzioni.
Nel 2026 il progetto è pienamente attivo: accanto ai laboratori, agli Speakers’ Corners 2026 e alle nuove Lettere alla Città, prende forma il lavoro Habil delle città, spettacolo per pochi spettatori alla volta che unisce realtà virtuale e teatro dal vivo. Il pubblico entra nella quotidianità di Habil, adolescente “invisibile” delle nostre periferie, per poi tornare a uno spazio condiviso di confronto diretto con giovani attori e attrici.